‘E’ come un videogioco. Rischi una sportellata, una buca. Devi evitare la macchina e il tram è sempre dietro l’angolo’

Crescendo e vivendo in questa città, il problema è per me diventato quasi trasparente. L’insulto è parte integrante della pedalata. Ma crescendo sono anche venuto a contatto con delle situazioni particolarmente benevole nei confronti di chi, con la bici, crede di poter salvare il mondo. Già perché la bici è questo: un mezzo sociale, ecologico, economico e salutare. L’enorme involucro di cemento e acciaio plasma questo modo di vivere che, eppur si muove.

Negli ultimi anni il mondo intero ha riscoperto la meraviglia che si cela dietro i raggi leggeri della bicicletta, critical mass, bike film festival, bike sharing… tutto questo è nato nello stesso momento in cui dati statistici mettono i brividi e appesantiscono la vita del ciclista, raccontandogli i morti all’anno (288 e 14.500 feriti) e quanto lo smog sia sempre oltre i limiti (il limite dei annuo di valori PM10 oltre le soglie di pericolo è fissato a 35 giorni. A Milano si è raggiunto dopo 46 giorni dall’inizio del 2010). Mentre con questi dati poco viene fatto per cambiare direzione, Il ciclista va e si munisce di quello che può: una mascherina, nuovi luci Led. Qualcuno usa il caschetto, 

Con un tubo e qualche vecchia camera d'aria ho attaccato la macchina fotografica cercando di raccontare la viabilità ciclistica Milanese.

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